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FORMIGINE SEMPRE PIÙ VERDE
Dalle piste ciclopedonali alla cura dei parchi, dagli orti urbani alla comunità energetica: tanti interventi che rendono Formigine più verde, sostenibile e vivibile. Un risultato importante, frutto anche del lavoro quotidiano di volontari, associazioni e cittadini. Insieme, ogni giorno, costruiamo una città migliore.
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L’Emilia-Romagna ha una legge sul fine vita
È la terza Regione italiana, dopo Toscana e Sardegna, a disciplinare l’organizzazione del percorso sanitario per l’accesso al suicidio medicalmente assistito nei casi rigorosamente individuati dalla Corte costituzionale. Da oggi, in Emilia-Romagna, c’è un diritto in più.
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Dopo mesi di confronto, oltre 100 spazi in tutta Italia e migliaia di cittadini coinvolti, arriviamo al rush finale di un percorso tracciato insieme
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Comunicati stampa
Tutti i comunicatiELECTROLUX, CASADEI (M5S): NESSUN PIANO INDUSTRIALE, A FORLÌ TAGLIANO 297 POSTI E AUMENTANO I RITMI
Forlì, 11 settembre 2026 - Il piano Electrolux continua a prevedere 1.450 esuberi in Italia e 297 nello stabilimento di Forlì. A questo si aggiunge, secondo quanto riferito dalle organizzazioni sindacali, la richiesta di portare le linee fino a 140 pezzi ogni ora, uno ogni 25 secondi. Ridurre personale e volumi produttivi chiedendo contemporaneamente a chi resta di sostenere ritmi ancora più intensi è una decisione del tutto inaccettabile e contradditoria. Il tavolo nazionale non venga ridotto a una trattativa sulla distribuzione degli esuberi. Electrolux ritiri i tagli e presenti impegni su investimenti, volumi, organizzazione del lavoro e continuità di tutti gli stabilimenti. Regione, Comune e sindacati parteciperanno attivamente al confronto, ma il Governo ha il dovere di esercitare subito una pressione sulla proprietà. Le risorse pubbliche ricevute dal gruppo e le relative condizioni siano trasparenti. Non si possono utilizzare sostegni pubblici durante gli investimenti e scaricare tutto sui lavoratori il costo delle strategie aziendali con l'unico obiettivo di massimizzare i profitti. Forlì ha bisogno di un progetto di rilancio, non di una lenta dismissione con un aumento dei carichi di lavoro.
Leggi tutto »PORTO DI RAVENNA, CASADEI (M5S): IL GOVERNO CHIARISCA SUI POSSIBILI TRANSITI DI ARMI VERSO ISRAELE, IL SEGRETO DI STATO NON SIA L'ALIBI PER ALIMENTARE GUERRA E DEVASTAZIONE
Ravenna, 11 settembre 2026 - Le informazioni emerse sul contenzioso relativo all’accesso ai dati del Porto di Ravenna, insieme alle notizie su materiali e munizioni diretti verso Haifa e sulla possibile assenza delle necessarie autorizzazioni, aprono interrogativi gravissimi. È inaccettabile che a domande riguardanti il rispetto della legge e il possibile coinvolgimento di un’infrastruttura italiana nella guerra a Gaza si risponda opponendo genericamente ragioni di sicurezza nazionale. Il Governo chiarisca immediatamente quantità, tipologia, provenienza, destinazione e autorizzazioni dei materiali militari transitati da Ravenna. La Regione e le istituzioni locali devono essere messe nelle condizioni di conoscere il ruolo assegnato al porto e di verificare che ogni operazione rispetti la legge italiana e il diritto internazionale. Ogni trasferimento militare verso Israele va sospeso con un embargo sulle armi. Il Porto di Ravenna, un’infrastruttura civile strategica per il lavoro, la logistica e lo sviluppo dell’Emilia-Romagna, non sia trasformato in un corridoio militare al servizio di una guerra che continua a produrre oppressione, vittime civili e devastazione.
Leggi tutto »ENERGIA, CASADEI (M5S): AVANTI CON LA RICERCA AL BRASIMONE, MA IL NUCLEARE NON È UNA SCORCIATOIA PER L’INDIPENDENZA
Bologna, 10 settembre 2026 - La posizione del Movimento 5 Stelle sul nucleare è chiara e non ideologica, ed è esattamente quella espressa dal Presidente Giuseppe Conte: la ricerca deve andare avanti e vanno sostenute le tecnologie più avanzate e gli studi sulla fusione. In Emilia-Romagna abbiamo un’eccellenza come il Centro Enea del Brasimone che deve essere valorizzata e rafforzata. Su questo punto condivido pienamente le parole del vicepresidente Colla, ma la ricerca scientifica e la costruzione di nuove centrali commerciali restano però due questioni profondamente diverse. Un sistema energetico diversificato è indispensabile per garantire sicurezza alla nostra manifattura e ridurre le dipendenze dall’estero, ma nelle condizioni attuali costruire ex novo in Italia una filiera di produzione elettrica da fissione non rappresenta la risposta più efficace, rapida e sostenibile. Tempi di realizzazione, investimenti iniziali, costi finanziari, standard di sicurezza, gestione dei rifiuti radioattivi e necessità di ricostruire un’intera filiera rischiano di sottrarre risorse alle soluzioni capaci di produrre risultati già nel prossimo decennio. A quasi 40 anni dal referendum del 1987 e dall'avvio dell'uscita italiana dal nucleare, lo smantellamento dei vecchi impianti non è ancora terminato e il Deposito Nazionale per i rifiuti radioattivi non è ancora operativo. Due consultazioni referendarie hanno segnato la storia repubblicana attraverso una partecipazione popolare ampia e una posizione inequivocabile. Il loro esito non può certamente vincolare per sempre le scelte delle generazioni future, ma non può neppure essere ignorato o superato senza un nuovo confronto pubblico e democratico. Prima di aprire un altro ciclo nucleare, lo Stato dovrebbe almeno dimostrare di saper chiudere in sicurezza quello precedente. Il nucleare produce energia a basse emissioni, ma non garantirebbe l’autosufficienza nazionale. L’Italia dovrebbe comunque importare l’uranio e, allo stato attuale, affidarsi a filiere estere anche per fasi fondamentali come conversione, arricchimento e fabbricazione del combustibile. Rischieremmo quindi di sostituire una dipendenza con un’altra, senza rispondere alle esigenze immediate di famiglie e imprese. La priorità resta investire nelle tecnologie già disponibili, puntando su efficienza energetica, rinnovabili diffuse, accumuli, reti intelligenti, autoconsumo e comunità energetiche. La nostra linea è netta: rinnovabili oggi e ricerca per il futuro.
Leggi tutto »SCUOLA, CASADEI (M5S): 112 COLLABORATORI IN MENO IN EMILIA-ROMAGNA, IL GOVERNO FA CASSA SULLA SCUOLA PUBBLICA
Bologna, 05 settembre 2026 - Il nuovo anno scolastico comincia con 2.174 collaboratori scolastici in meno in Italia, 112 in Emilia-Romagna, di cui 29 nelle province della Romagna e 9 nel Riminese. Il Governo taglia proprio il personale che garantisce vigilanza, pulizia, apertura dei plessi e assistenza di base agli alunni con disabilità. È inaccettabile che si continui a trattare la scuola pubblica come una spesa da comprimere, ignorando le necessità quotidiane degli istituti. La propaganda sulle assunzioni non cancella questa realtà. Le immissioni in ruolo autorizzate servono principalmente a coprire pensionamenti e posti già vacanti, mentre la dotazione strutturale viene ridotta. Il Governo, invece di festeggiare i suoi fallimenti, spieghi alle famiglie come pretende di garantire scuole sicure, accessibili e inclusive togliendo proprio le persone che le fanno funzionare. Per il Movimento 5 Stelle il diritto allo studio deve essere garantito con personale, investimenti e condizioni di lavoro dignitose. Una scuola capace di ridurre le disuguaglianze ha bisogno di essere rafforzata ogni giorno. Risparmiare sull’inclusione significa far pagare il prezzo più alto proprio agli studenti che hanno maggiore bisogno di sostegno.
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