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Dalle piste ciclopedonali alla cura dei parchi, dagli orti urbani alla comunità energetica: tanti interventi che rendono Formigine più verde, sostenibile e vivibile. Un risultato importante, frutto anche del lavoro quotidiano di volontari, associazioni e cittadini. Insieme, ogni giorno, costruiamo una città migliore.

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L’Emilia-Romagna ha una legge sul fine vita
EMILIA-ROMAGNA · SANITÀ

L’Emilia-Romagna ha una legge sul fine vita

È la terza Regione italiana, dopo Toscana e Sardegna, a disciplinare l’organizzazione del percorso sanitario per l’accesso al suicidio medicalmente assistito nei casi rigorosamente individuati dalla Corte costituzionale. Da oggi, in Emilia-Romagna, c’è un diritto in più.

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FINE VITA, CASADEI (M5S): DAL VENETO UN ALTRO PASSO AVANTI PER IL PAESE, LA DESTRA NAZIONALE NON PUÒ PIÙ NASCONDERSI

Bologna, 02 settembre 2026 - Il Veneto è la quarta Regione italiana ad approvare una legge sul suicidio medicalmente assistito e la prima governata dal centrodestra. Esprimo il pieno apprezzamento per una scelta che dimostra come, anche dentro uno schieramento che troppo spesso ha trasformato questo tema in uno scontro ideologico, possano prevalere responsabilità, ascolto e rispetto della dignità delle persone. È un passo avanti per il nostro Paese e un segnale che il Parlamento non può ignorare. Questa legge non introduce un nuovo diritto e non riscrive il codice penale, ma disciplina procedure, tempi, verifiche e responsabilità del servizio sanitario entro le rigorose condizioni stabilite dalla Corte costituzionale. Regolare non significa spingere qualcuno verso una scelta, significa garantire cure palliative, decisioni libere e informate, controlli pubblici e tempi certi, evitando che persone già sottoposte a sofferenze intollerabili vengano abbandonate alla burocrazia o costrette a rivolgersi continuamente ai tribunali. Finora la linea prevalente della destra è stata opposta. In Toscana e in Emilia-Romagna Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia hanno votato contro, in Sardegna si è opposta quasi tutta la coalizione con la sola eccezione di un consigliere di Forza Italia. Il voto trasversale del Veneto dimostra che quella contrarietà non era una necessità costituzionale ma una chiara scelta politica, e dimostra soprattutto che una destra dialogante e capace di assumersi responsabilità è possibile, mentre quella nazionale continua a nascondersi dietro una narrazione antistorica. Trovano il tempo per riscrivere la legge elettorale, blindare il proprio potere e assicurarsi il maggior numero possibile di poltrone, ma continuano a rinviare ogni discussione su una legge organica sul fine vita nonostante i ripetuti richiami della Corte costituzionale, rimanendo ostaggi di un fronte che si definisce pro-vita - ma contro-dignità - pretendendo di imporre a tutti le proprie convinzioni. Nessuna legge obbliga una persona a scegliere il suicidio assistito, ma è l’assenza di una legge a condannare invece troppe persone all’incertezza e all’attesa. Toscana, Sardegna, Emilia-Romagna e Veneto hanno compiuto un passo avanti. Ora tocca al Parlamento.

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CARCERI, CASADEI (M5S): A PARMA UN’ALTRA MORTE, IL GOVERNO NON PUÒ CONTINUARE A VOLTARSI DALL’ALTRA PARTE

Parma, 02 settembre 2026 - La morte del detenuto che si è impiccato in una cella del carcere di Parma è una tragedia che impone attenzione e responsabilità. Esprimo il mio profondo cordoglio ai suoi familiari. Bisogna chiarire perché quest’uomo si trovasse da tempo in isolamento e quali valutazioni fossero state effettuate sulle sue condizioni psicologiche e sul rischio suicidario. A fine giugno gli Istituti penitenziari di Parma ospitavano 803 persone a fronte di 655 posti regolamentari. Il Garante regionale Roberto Cavalieri segnala quattro suicidi accertati dall’inizio dell’anno e altre quattro morti ancora da verificare nelle carceri dell’Emilia-Romagna. Sovraffollamento, criticità infrastrutturali, isolamento prolungato, carenza di personale, fragilità psichiatriche e insufficienza delle attività trattamentali sono condizioni che moltiplicano la sofferenza e rendono più difficile proteggere sia le persone detenute sia chi lavora negli istituti. La Regione si è impegnata a potenziare l’assistenza sanitaria e le attività di prevenzione del rischio suicidario nelle carceri, ma l'impegno deve essere trasversale. Il Governo ci metta personale, strutture dignitose, accesso alle cure, misure alternative per chi ne ha diritto e una verifica rigorosa sull’utilizzo dell’isolamento.

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SANITÀ, CASADEI (M5S): VENTI MILIARDI PER CURARE LE PERSONE, PROPOSTA DI DE PASCALE È SEMPLICE BUONSENSO

Bologna, 01 settembre 2026 - Venti miliardi per curare le persone, la proposta del presidente Michele de Pascale di portare il finanziamento della sanità pubblica al 7,5 per cento del Pil è semplice buonsenso. Sono risorse indispensabili per abbattere le liste di attesa, superare le disuguaglianze territoriali, assumere personale e riconoscere stipendi adeguati a chi ogni giorno garantisce il diritto alla salute. Questo deve diventare un punto irrinunciabile del programma di ogni forza politica che voglia costruire un’alternativa credibile alla destra. Le risorse ci sono, basta decidere dove investirle. È inaccettabile chiedere nuovi sacrifici ai cittadini per finanziare la corsa al riarmo e alimentare guerre che stanno già producendo morte, instabilità, disuguaglianze economiche e sociali. Il Governo destini alla spesa pubblica civile le risorse previste per l’aumento delle spese militari e le utilizzi per rafforzare sanità, welfare, trasporto pubblico, scuola, università, ricerca, cultura, politiche energetiche, salari, lavoro, imprese e tutela dell’ambiente. La sicurezza di una nazione non si misura soltanto dal numero delle armi acquistate. Un Paese è davvero sicuro quando una persona può curarsi senza attendere mesi, quando una famiglia riesce a pagare le bollette, quando studenti e ricercatori possono costruire il proprio futuro e quando nessuno viene abbandonato davanti alla povertà o alla non autosufficienza. La politica scelga se alimentare la guerra oppure migliorare concretamente la qualità della vita dei cittadini. Noi scegliamo la pace e i diritti.

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INFORMAZIONE E CULTURA, CASADEI (M5S): DOPO REPORT FDI METTE NEL MIRINO ANCHE IL DIG FESTIVAL

Modena, 01 settembre 2026 - Trasparenza e rendicontazione su ogni euro speso sono doverose. Utilizzare però il titolo del festival, la presenza di giornalisti d’inchiesta e il coinvolgimento di autorità indipendenti per mettere in discussione il sostegno a un festival internazionale di giornalismo investigativo significa introdurre un test di gradimento politico per la cultura e l’informazione. Dopo avere colpito Report e Sigfrido Ranucci, la destra ora pretende di stabilire quali giornalisti, ospiti e idee possano trovare spazio nelle iniziative culturali. Chi governa deve controllare procedure, conti e risultati, non compilare pagelle di affidabilità politica. Il pluralismo non consiste nell’eliminare le voci scomode, ma nel garantire un confronto libero, aperto e fondato sui fatti. Ormai Fratelli d’Italia dedica più energie a inseguire giornalisti e personalità non allineate che ad affrontare i problemi reali del Paese. La stessa solerzia non si vede davanti ai salari da fame, alla precarietà, alle morti sul lavoro, alle bollette insostenibili, alle liste di attesa e al progressivo sottofinanziamento della sanità pubblica. Mentre milioni di cittadini faticano ad arrivare alla fine del mese, la priorità della destra sembra essere silenziare le critiche e ripulire la propria immagine in vista delle prossime elezioni. Si vantano della longevità del Governo, ma la durata non è un risultato politico e restare a Palazzo Chigi senza migliorare la vita delle persone non è stabilità, ma immobilismo. Un Governo si giudica dai diritti garantiti, dai servizi rafforzati e dalle risposte date alle famiglie e alle imprese, non dal numero di giorni trascorsi al potere. Massima trasparenza nell’utilizzo delle risorse pubbliche, ma continueremo a difendere l’autonomia e l'indipendenza della cultura e dell’informazione da ogni tentativo di controllo politico.

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